giovedì 6 ottobre 2011

Ritorno Niña: quali effetti sull’Inverno Mediterraneo?

E’ ormai assodato che a dispetto delle proiezioni modellistiche La Niña sta tornando. Tutti gli indicatori climatici a riguardo sono eloquenti come il  rinforzo degli Alisei e la maggiore piovosità sull’ Australia Orientale.


Ma quale impatto avrà il ritorno della Niña sul Mediterraneo nella prossima stagione Invernale?
Per rispondere a tale domanda occorrerà prima capire quanto forte sarà il prossimo evento di Niña. Da Maggio le acque del Pacifico Orientale si sono raffreddate in maniera sempre più incisiva con un’accentuazione dell’anomalia negativa, soprattutto negli ultimi due mesi. Osservando la figura è possibile vedere come tali scarti raggiungano ora quasi 4°C di difetto sui valori consueti. Nell’ultimo mese il raffreddamento delle acque del Pacifico è divenuto più esteso ed intenso.
Le proiezioni dei modelli indicano un’attenuazione della Niña nei prossimi mesi. Tuttavia ragionevolmente poichè al momento il fenomeno è ancora in fase di accentuazione l’indice il prossimo Inverno sarà caratterizzato da condizioni di Niña anche se probabilmente non così forti come quelle dell’Inverno scorso.
La Niña favorisce condizioni di tempo stabile sull’Europa Occidentale, rinforzando il getto e gonfiando verso le medie latitudini le alte pressioni subtropicali. In tal modo l’Europa Orientale, parte di quella Centrale ed i Balcani vengono interessati da discese di aria fredda con temperature basse e condizioni favorevoli alle nevicate, viceversa i settori occidentali del continente e parte del Mediterraneo finiscono sotto la protezione anticiclonica che impedisce alle perturbazioni Atlantiche di transitare liberamente alle nostre latitudini e allo stesso tempo tiene lontane le  depressioni Artiche.
Per quel che concerne l’Italia la Niña implica condizioni favorevoli all’alternanza tra periodi di alta pressione e afflussi freddi da Nord-Est di matrice continentale. Nel dettaglio con questo tipo di configurazione il Nord, le Regioni Tirreniche e la Sardegna subiscono una maggiore ingerenza da parte dell’alta pressione sia perchè più vicine ai massimi anticiclonici che in genere si posizionano sulla Penisola Iberica, sia perchè anche in caso di afflussi freddi  vengono a trovarsi sottovento
Il sud Peninsulare, la Sicilia e il versante Adriatico sono esposti con tale sinottica ad irruzioni artiche continentali con maggiori probabilità di pioggia e temperature più basse. In sè l’aria fredda continentale è molto secca quindi in genere i fenomeni non sono intensi a meno che l’irruzione fredda sia molto rilevante. In tal caso l’interazione con le acque calde del Mar Mediterraneo da luogo ad episodi di forte maltempo sulle zone Ioniche.
Globalmente la Niña apporta in genere stagioni invernali avare di precipitazioni importanti sull’intero territorio nazionale, salvo locali eccezioni; condizioni siccitose si verificano al Nord Ovest e sulle Regioni Tirreniche.
C’è da precisare che comunque non è solo la Niña ad influenzare l’andamento dell’Inverno Mediterraneo, ma ci sono anche altri fattori come le temperature superficiali del vicino Atlantico e lo stato di salute dei ghiacciai Artici tra i vari. Importante sarà poi seguire la tenuta e l’intensità delle anomalie negative del Pacifico Orientale; un indebolimento del fenomeno renderebbe trascurabili gli effetti sull’Europa con una predominanza di fattori più a carattere locale.

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