Dopo il ritorno alla neutralità nel corso nel mese Maggio dell’indice Enso, le prospettive per l’Autunno, ma soprattutto per il trimestre invernale 2011-2012, erano , almeno inizialmente, improntate verso una tendenza tra il neutro e un possibile inizio del Niño da parte delle maggior parte dei modelli matematici. Stante le rilevazioni degli ultimi mesi , un ritorno su valori lievemente negativi delle anomalie delle acque superficiali dell’Oceano Pacifico Tropicale, hanno fatto virare ogni previsione sul possibile ritorno del La Niña, tant’è che a partire dal mese di Agosto le anomalie hanno raggiunto valori pari a -0,5°C. Nel corso delle ultime settimane si è assistito ad un ulteriore raffreddamento nella posizione 3.4 dell’Oceano, portandosi su anomalie negative pari a -0,6°C, dando il via ufficialmente al ritorno de La Niña. Il raffreddamento più cospicuo si è registrato nel volume d’acqua compreso tra i primi 150 mt, dove le temperature medie sono scese negli ultimi 4 mesi fino a 4°C inferiori alla norma.
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Gli Alisei nelle ultime settimane hanno subito un sensibile rinforzo, contribuendo ulteriormente all’aumento dell’indice SOI che si è portato ad un valore di 9.3 , superiore al livello considerato di neutralità pari ad 8; ricordiamo che il SOI prende in considerazione le fluttuazioni di pressione tra il Pacifico Tropicale Occidentale e quello Orientale, precisamente tra Tahiti e Darwin. I primi effetti sono in atto sull’Australia, che in condizioni de La Niña subisce precipitazioni al di sopra della norma sui settori Orientali, complice il rinforzo della cella di Walker grazie al maggior contributo d’umidità da parte del rinforzo degli Alisei. Nella mappa allegata si nota un surplus delle precipitazioni fino al 300% sui settori costieri orientali.
La previsione di alcuni modelli matematici, fanno propendere per un proseguo de La Niña almeno fino al mese di Gennaio, seppur con molta probabilità di entità più debole rispetto all’evento dello scorso inverno. Se tale previsione andasse in porto gli effetti sull’Europa potrebbero essere all’insegna di irruzioni d’aria fredda continentale fino al bacino del Mediterraneo centrale, mentre un campo Anticiclonico prediligerà i settori più occidentali del continente.
A cura di Davide Gallicchio



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