Anticiclone alle corde, la rasoiata perturbata si dirige di gran carriera verso l'Italia: dai temporali alla prima neve sulle Alpi
Il vasto vortice, centrato sul Regno Unito, ha allargato le proprie maglie verso l'Europa Centro-Occidentale e tende ad affondare dritto verso il Mediterraneo Centrale. Si preparano formidabile contrasti termici, con un primo antipasto temporalesco che ha coinvolto il Nord-Ovest dell'Italia.
PRIMO VERO ASSALTO D'AUTUNNO La fiondata perturbata sta ormai mettendo alle corde l'anticiclone, che prova ancora a resistere con le unghie e con i denti sul cuore del Mediterraneo. Appare altresì ormai straripante l'impronta del sistema frontale principale che si allunga dal Golfo di Biscaglia verso la Germania e la Danimarca, seguito da una massa d'aria dalle caratteristiche ben più fredde che ha invaso il Regno Unito ove si osserva la nuvolaglia frammentata tipica delle irruzioni post-frontali: le temperature stanno iniziando a calare in modo netto, trattandosi d'aria d'estrazione polare-marittima.
La parte più avanzata del fronte ha guadagnato terreno verso sud, giungendo sulle zone alpine e ridimensionando così quel che restava dell'alta pressione: i contrasti con l'aria calda ed umida pre-esistente hanno generato corposi nuclei temporaleschi tra i settori francesi, svizzeri e austriaci. Si tratta di temporali a carattere pre-frontale, che nel corso del pomeriggio si sono estesi anche su parte delle pianure del Nord-Ovest, tra Piemonte e Lombardia coinvolgendo anche i rispettivi capoluoghi: forti acquazzoni hanno investito in particolare le pianure del biellese, del vercellese e del torinese, con punte d'accumulo di pioggia localmente prossime ai 50 millimetri.
Sulle rimanenti zone d'Italia si resta ancora in attesa: ha prevalso quasi ovunque il sole, con locali episodi temporaleschi lungo alcune aree della dorsale meridionale appenninica. Il caldo ha avuto un ruolo ancora una volta importante, con valori diffusamente sopra la norma anche di 5-6 gradi: gli estremi più elevati hanno riguardato il Meridione e la Sicilia: si sono raggiunti ben 36 gradi a Catania Sigonella e 35°C a Grottaglie, sul tarantino.
Il clima estivo resta ancora intoccabile su tutto il Mediterraneo, nella porzione compresa fra la parte meridionale dell'Iberia e la Penisola Balcanica: tutto questo caldo ha favorito la formazione di qualche focolaio temporalesco sulle zone interne e montuose di Albania, Bulgaria e Macedonia, a causa di leggeri spifferi d'aria più fresca in quota. Le temperature più elevate, con punte di 36-37 gradi, si sono registrate in Turchia e su Cipro, ma anche tra la stessa Albania e la Penisola Ellenica. Mostar e Podgorica, rispettivamente in Bosnia e Montenegro, hanno entrambe toccato ben +35.5°C, valori costantemente molto al di sopra della norma.


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