L’indice NAO (NAO index) e gli inverni Europei
11 giugno 2011 - 15:30
Tra i molti indici climatici, quello più importante a scala europea è certamente la NAO (North Atlantic Oscillation) che ha il pregio di illustrare una delle più semplici modalità di circolazione atmosferica dell’intero globo. La NAO è la modalità dominante durante i mesi invernali sul Nord Atlantico e sulle Regioni che vi si affacciano, dal Nord America fino all’Europa e tiene conto della “altalena” continua che le masse d’aria subtropicali fanno spostandosi verso Nord e quelle polari verso Sud.
Quando la NAO è negativa, invece, le masse d’aria subtropicali e polari tendono ad interferire l’un l’altra in maniera molto meno energica, consentendo un indebolimento delle correnti umide alle latitudini settentrionali ed una maggior propensione al tempo umido e piovoso sui settori più meridionali. Ciò si ripercuote quindi in più rare e più deboli perturbazioni atlantiche sull’Europa centrosettentrionale mentre aria più umida determina tempo maggiormente perturbato sul Mediterraneo. Le coste atlantiche degli States sperimentano in questi casi l’arrivo frequente di fredde correnti polari con nevicate piuttosto diffuse. Sulla Groenlandia ed in genere sulla Scandinavia invece il tempo sarà più secco e caldo del normale. Le annate 1984-1985 e 1986-1987 furono contraddistinte da valori della NAO molto bassi che portarono ripetute ondate di freddo e neve fin sulla nostra Penisola. Ma anche durante gli anni 60 gli inverni furono sovente caratterizzati da un indice NAO dai valori molto negativi.
In questa ultima immagine (ricostruzione dell’indice dal 1860 ad oggi, fontehttp://www.ldeo.columbia.edu/res/pi/NAO/) possiamo vedere come la NAO si sia sempre presentata a fasi piuttosto alterne e come durante gli ultimi 20 anni gli inverni siano stati frequentemente interessati da mitezza e stabilità del tempo rispetto al passato sul Mare Nostrum.



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