martedì 23 agosto 2011

L’indice NAO (NAO index) e gli inverni Europei


L’indice NAO (NAO index) e gli inverni Europei

Tra i molti indici climatici, quello più importante a scala europea è certamente la NAO (North Atlantic Oscillation) che ha il pregio di illustrare una delle più semplici modalità di circolazione atmosferica dell’intero globo. La NAO è la modalità dominante durante i mesi invernali sul Nord Atlantico e sulle Regioni che vi si affacciano, dal Nord America fino all’Europa e tiene conto della “altalena” continua che le masse d’aria subtropicali fanno spostandosi verso Nord e quelle polari verso Sud.
Quando la NAO è positiva la contrapposizione tra le masse d’aria è molto accentuata con un vortice ciclonico sull’Islanda molto pronunciato ed un altrettando invadente Anticiclone delle Azzorre. Una situazione di questo tipo determina forti venti da Ovest verso Est sull’Oceano e sull’Europa occidentale, favorendo un inverno caldo e bagnato sull’Europa centro-settentrionale e sugli Stati Uniti orientali, secco e freddo invece su Groenlandia e Canada. L’Europa meridionale ed il bacino del Mediterraneo in genere vengono interessate in questi casi da anticicloni piuttosto duraturi dando luogo a mesi invernali soleggiati (nebbiosi in Valpadana), miti e piuttosto avari di precipitazioni. Ricordiamo le anomale stagioni invernali 1988-1989 e 1989-1990 in cui il valore della NAO rimase costantemente tra una e due unità positive e gli operatori turistici su Alpi ed Appennino dovettero faticare non poco per recuperare le gravi perdite negli anni successivi.




Quando la NAO è negativa, invece, le masse d’aria subtropicali e polari tendono ad interferire l’un l’altra in maniera molto meno energica, consentendo un indebolimento delle correnti umide alle latitudini settentrionali ed una maggior propensione al tempo umido e piovoso sui settori più meridionali. Ciò si ripercuote quindi in più rare e più deboli perturbazioni atlantiche sull’Europa centrosettentrionale mentre aria più umida determina tempo maggiormente perturbato sul Mediterraneo. Le coste atlantiche degli States sperimentano in questi casi l’arrivo frequente di fredde correnti polari con nevicate piuttosto diffuse. Sulla Groenlandia ed in genere sulla Scandinavia invece il tempo sarà più secco e caldo del normale. Le annate 1984-1985 e 1986-1987 furono contraddistinte da valori della NAO molto bassi che portarono ripetute ondate di freddo e neve fin sulla nostra Penisola. Ma anche durante gli anni 60 gli inverni furono sovente caratterizzati da un indice NAO dai valori molto negativi.



In questa ultima immagine (ricostruzione dell’indice dal 1860 ad oggi, fontehttp://www.ldeo.columbia.edu/res/pi/NAO/) possiamo vedere come la NAO si sia sempre presentata a fasi piuttosto alterne e come durante gli ultimi 20 anni gli inverni siano stati frequentemente interessati da mitezza e stabilità del tempo rispetto al passato sul Mare Nostrum.

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